Intervista a Bruno Heller sul finale di The Mentalist 3

TM3L’intervista a Bruno Heller, creatore della serie The Mentalist, dopo il finale shock della stagione 3.

ATTENZIONE! Contiene anticipazioni e il video inedito del finale della 3a stagione.

[…] Heller parla per la prima volta del finale shock della 3a serie, quando Patrick Jane  ha ucciso a sangue freddo il suo nemico giurato Red John, in un centro commerciale (clip video in lingua originale in fondo).

L’ultima volta che abbiamo parlato poco dopo aver lanciato The Mentalist, lei ha detto che per Patrick Jane affrontare Red John sarebbe stato il momento clou della serie intera, non una scena per il finale di stagione. Che cosa è cambiato?

Bella domanda. Caduto nella mia stessa trappola. [Pausa]. La risposta sarà rivelata all’inizio della prossima stagione. Jane voleva sapere se quello fosse Red John o meno. E il tizio gli ha dato la prova che lo era. La questione rimane: era davvero Red John? Il problema più grande è: come potrà Jane farla franca con l’omicidio? chiunque fosse quell’uomo, non era certo autorizzato ad ucciderlo.

Quando ho rivisto la scena, ho capito l’intera conversazione e come Jane cerchi di arrivare a un punto in cui poter essere sicuro dell’identità di Red John in modo da poter agire. Anche se i fan mettono in discussione che fosse davvero lui, si è percepita chiaramente la tua intenzione di convincere il pubblico che lo fosse sul serio. Stai dicendo che è ancora vivo?

Ciò che si ricava da quella scena è quello che si dovrebbe capire. Si suppone che lo spettatore ne sia convinto. Patrick Jane è certo che quello è Red John. Alcune persone non ne sono così sicure. Il fatto è che Red John è un maestro nel manipolare. Se Red John voleva morire, forse questo è il modo in cui voleva farlo. O forse vuole solo portare Jane a pensare che sia morto.

In entrambi i casi, sembra che questa non sia la fine della story-line intorno a Red John. Lo spettacolo non va solo re-impostato dunque.

Beh, mettiamola così. Se tu uccidessi il tuo peggior nemico, sarebbe la fine della storia? No, sarebbe l’inizio di una storia tutta diversa. Non ci piace fare giochi mentali con voi.

Sarei deluso se non ne facessi! È così come mostra questa scena che hai sempre pensato di vedere Jane affrontare Red John?

Non importa come l’ho concepita, non è stato il modo in cui Patrick Jane l’ha concepito. La vendetta è al centro ed è quello di cui tratta la scena. E’ un piatto che è meglio mangiare freddo, ma anche se mangiato freddo avrete ancora fame dopo averlo finito. Ho pensato che fosse una bella scena a effetto. E’ stato proprio l’ambiente banale e affollato a renderla di grande impatto. Ed è anche questo che la rende un po’ surreale per Jane – l’ho appena fatto? – E come si sente adesso? E’ simile alla depressione post-coito, proprio come una di quelle cose che ognuno sente ma di cui nessuno parla.

Lui sembra scosso e turbato e allo stesso tempo in pace, è proprio così che si sente adesso?

Proprio così. Come ti senti quando hai appena fatto una cosa tanto semplice che ti cambia la vita.

C’è un momento in cui si suppone che stia per lasciare andare Red John. E pensi: se ciò accade, è una violazione totale del personaggio di Jane, come abbiamo imparato a conoscerlo – anche se, come pensiamo in quella scena, Red John ha una pistola e perciò Jane – e tu – non volete che lo affronti.

Assolutamente. La malizia voluta nella narrazione è che si cerca di rendere il pubblico complice dell’omicidio – “Uccidilo! Saltagli addosso!” E poi una volta che lo hai fatto, è come se dicessi: “Ho ucciso quest’uomo, e adesso?” Se mostri questo tipo di violenza in uno spettacolo del genere, devi coinvolgere il pubblico e poi chiedere il suo giudizio.

All’inizio della serie hai fatto una dichiarazione davvero interessante. Affermavi che lo show ha mostrato solo metà del suo poteziale. Ora è giunto dove volevi?

Oh, sono stato onesto, vero? Ci stiamo arrivando. E’ come cucinare un piatto più e più volte. Ma più lo fai, più riesci a cogliere la sua essenza nel risultato finale. Cerchiamo di renderlo sempre migliore.

[…] Infine, qualche possibilità di uno spin-off per The Mentalist?

Sarebbe allettante. Una delle cose belle di uno show in corso è vedere i personaggi secondari costruirsi una vita propria. Si potrebbe di sicuro fare uno spin-off. Non lo sto preparando, ma non si sa mai.

di James Hibberd

fonte: [link]

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About NaNà

Operatrice multimediale e blogger, con la passione per l’arte e il pallino per le nuove tecnologie. Cofondatrice dell'ANMC - Associazione Nazionale Manager Culturali - per il riconoscimento della figura professionale dell'economista della cultura.

One response to “Intervista a Bruno Heller sul finale di The Mentalist 3”

  1. Marzia says :

    Nah secondo me non è Red John.

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