The Mentalist 3: Simon-regista si racconta

TV Guide Magazine November 15-212010Fonte:  TV Guide Magazine
Data: 15-21 novembre 2010
di Michael Logan

L’attore Simon Baker ha diretto l’episodio #9 Red Moon di The Mentalist, trasmesso nei giorni scorsi in America. Ecco le sue dichiarazioni in merito a questa esperienza:

“E’ stata una sfida da masochista,” dice Baker con una risata. “[…]  Quando ho letto lo script, ho pensato subito: questa cosa sarà dura. Grazie, ragazzi!”

Simon ha tenuto in gran considerazione il cast di attori che l’ha affiancato, tra cui Connor Trinneer da Star Trek: Enterprise nel ruolo di un poliziotto e John Billingsley, che ha interpretato invece un sensitivo fasullo che sostiene di avere notizie sul caso.

“Sono stato più critico verso me stesso”, ammette Baker. “Non puoi lasciare che la recitazione risenta del fatto che stai pensando a circa 14.000 altre cose nello stesso momento”.

 

THE MENTALISTFonte : Star Telegram
Data: 16-11- 2010
di David Martindale

Simon Baker è alla sua terza stagione della serie di successo The Mentalist nel ruolo di Patrick Jane, un consulente che ricorre ai suoi poteri straordinari di osservazione per risolvere i crimini al California Bureau of Investigation. Baker ha dichiarato di aver voluto fare esperienza alla regia dell’episodio “per continuare ad essere stimolato creativamente”.

“Il personaggio è divertente ma lo interpreto ogni giorno da tre anni”, dice il carismatico attore. “Recitare e dirigere allo stesso tempo è una bella sfida. E mi piace il processo che si crea nel raccontare la storia proprio attraverso i miei occhi, lasciando che si sviluppi a modo mio.”

Che cosa ha pensato Simon il regista di Simon-attore? Si è diviso in due sul set?

“Ci siamo trovati bene. Simon-regista non ha dato troppe istruzioni a Simon-attore sulla sua performance. E Simon-attore gli è stato grato per questo. Naturalmente, lui sapeva ciò che voleva il regista. La parte difficile come attore è sempre quella di riuscire a non pensare a tutte le idee e le decisioni del regista tra un ciak e l’altro. Ma alla fine della giornata credo che questo mi abbia fatto concentrare di più.”

I telespettatori amano guardare Patrick Jane alla TV. Ma lui è un “molestatore” ed un narcisista, qualcuno che probabilmente non vogliono come amico nella vita reale. Lo trovi interessante?

“Io lo trovo un tipo abbastanza vero. Lui è fedele a ciò che è. Non è  sulla scena per conquistare tutti sempre e per tutto il tempo, a meno che non ci sia qualcosa che gli interessa. Ha sempre un impegno da affrontare. Quello che ammiro in Jane è che non gli importa di ciò che gli altri pensano di lui. Allo stesso tempo, c’è un certo livello di empatia in lui. E non mi va di dire che è un tipo pieno di sé. In realtà, […] lui non si piace molto. La maggior parte del tempo comunque è solo spavalderia.”

Quali sono le premesse che hanno dato vita ad un personaggio del genere?

“Principalmente è per il fatto che il personaggio era una tabula rasa nello script originale. In realtà quello di Lisbon [interpretato da Robin Tunney] è stato scritto meglio. Il che lo ha reso più emozionante per me perché mi ha dato l’opportunità di contribuire alla creazione del personaggio. A volte un personaggio è talmente caratterizzato sul copione al punto che non ci si può apportare alcun che di  creativo. Questo al contrario era in qualche modo poco delineato “sulla carta”, ma una buona serie di circostanze in cui si è ritrovato coinvolto mi hanno dato la libertà di creare il personaggio in tanti modi diversi.”

Le abilità di Jane nel risolvere i casi derivano dal suo potere di osservazione e dalla capacità di leggere le persone, tu sei un buon osservatore e quanto sei capace a leggere gli altri?

“Io sono sempre stato molto attento, fino al punto in cui ci si distrae ovvio. Riesco a vedere i piccoli dettagli che costantemente mi distraggono da ciò che sto facendo. A volte mi devo rilassare e lasciare andare le cose. Ma io sono bravo a leggere gli altri? Non necessariamente. Sono un tipo ingenuo, nel senso che cerco di vedere il buono nelle persone. Sono sempre fiducioso. Il che può essere un problema quando non si riesce a inquadrare bene qualcuno.”

Per quanto tempo ancora Red John, il serial killer che ha assassinato la famiglia di Jane, potrà continuare a tormentare il nostro eroe, prima che il caso venga risolto?

“Mi sono fatto un’ idea in merito, ma non ho certo l’ultima parola. Spesso credo che prenderemo le cose alla lontana o magari potremmo riproporre le stesse battute con Red John, ancora e ancora. Ad ogni modo lui è riuscito a svolgere la funzione di elemento drammatico, e continuerà a farlo almeno fintanto che il pubblico sentirà che le battute sono autentiche. Questa sarà sempre una questione delicata. Per quanto tempo sarà possibile andare avanti così? Siamo anche fermamente legati all’idea che Jane potrà risollevarsi solo se avrà la sua vendetta. E credo che tutti sappiamo che le cose non sono così semplici.”

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About NaNà

Operatrice multimediale e blogger, con la passione per l’arte e il pallino per le nuove tecnologie. Cofondatrice dell'ANMC - Associazione Nazionale Manager Culturali - per il riconoscimento della figura professionale dell'economista della cultura.

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