Simon, lo scettico appassionato di polizieschi

JaneLa star di The Mentalist, uno scettico

di BILL HARRIS

Il personaggio di Simon Baker in The Mentalist non crede nei fenomeni psichici o soprannaturali. Ma l’attore stesso vede la questione con maggiore pessimismo.

[…]

“Credo nella convinzione, nel senso che, qualunque sia lavori per noi,” Baker ha continuato. “L’idea di credere in qualcosa consente veramente di metterla a fuoco, concentrando le energie verso qualcosa in modo positivo, giusto? Significa questo credere?

“Credo sia possibile, facendo avvenire qualcosa nella tua mente e col tuo corpo, che essa possa esistere per te. Hai capito cosa voglio dire?”

Uh… immagino.

“Io no”, ha detto Baker.

Poi riassume il suo punto di vista in maniera succinta.

“Non credo nei poteri psichici,” ha detto Baker. “Ma non significa che non esistano”.

[…]

Fortunatamente non c’è nessuna zona grigia quando si tratta di commentare il successo di The Mentalist, la seconda stagione […] The Mentalist è una serie abbastanza solare per la maggior parte del tempo. E molto di questo ha a che fare con il giocoso ritratto di Baker.

Baker vede la serie come il ritorno ad un’era della televisione americana quando i personaggi nelle cosiddette procedure criminali erano “personaggi caratteristici”.

“Io sono cresciuto con il tipo di offerta televisiva australiana,” ha detto il 40enne Baker, ricordando le sue prime influenze dalla TV. “Ma dove ho vissuto io avevamo solo due stazioni televisive al tempo, così abbiamo fatto ricorso agli spettacoli televisivi americani.

“Così dopo la scuola c’era Happy Days, Gilligan’s island — e una vecchia Gilligan’s island, in bianco e nero.

“Questa è un’interessante intervista.”

“Avevamo Smart, mi è sempre piaciuto”, ha aggiunto. “E poi dopo cena sarebbe stato Bewitched — ovviamente ho guardato troppa televisione — Kojak, Streets of San Francisco, Quincy, Trapper John, M.D., Colombo.

“L’unica cosa che ho notato, e questo ha un parallelo con The Mentalist — è che la maggior parte di questi spettacoli polizieschi americani erano spettacoli procedurali, ma avevano un personaggio distintivo principale. Io penso che per un pò di tempo qui in America (negli ultimi dieci anni o giù di lì), il personaggio principale probabilmente è stato il meno ‘caratteristico’, decisamente stoico e ordinario, sincero”.

Patrick Jane, così come interpretato da Simon Baker, certamente non è questo. Ma sotto le pressioni della TV americana nel XXI secolo, è davvero una lotta.

“Sulle reti televisive in America, c’è davvero da combattere per lasciarci rimanere un personaggio, in particolare negli show polizieschi procedurali,” ha affermato Baker. “Sulle reti qui, se questo viene serializzato, lo si fa in maniera dura e massiccia, come per 24 o Lost, dove ogni piccolo dettaglio viene serializzato.

“Nella nostra serie cerchiamo di bilanciare questo aspetto in qualche modo.”

Beh, a qualcosa si sta lavorando in The Mentalist. Non bisogna essere sensitivi per vederlo.

fonte: [link]

Traduzione dall’inglese originale by NaNà; riproduzione/ridistribuzione vietata senza il permesso scritto della webmiss.

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About NaNà

Operatrice multimediale e blogger, con la passione per l’arte e il pallino per le nuove tecnologie. Cofondatrice dell'ANMC - Associazione Nazionale Manager Culturali - per il riconoscimento della figura professionale dell'economista della cultura.

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