The Mentalist – Synopsis

A meno di un mese dall’inizio dell’inedita seconda stagione italiana, vi propongo questo vecchio articolo che illustra in maniera dettagliata la 1a stagione, per rinfrescarci un pò le idee! 😉

Nonostante riporti in auge l’intuito alla Colombo o alla Ellery Queen, è la serie più “rivoluzionaria” degli ultimi anni. Quella che fa vincere l’indagine deduttiva su quella scientifica. Non per niente la serie ha detronizzato, dopo anni di egemonia, il primato di “CSI”, spingendo i critici americani a decretare che si tratti della rivincita dell’Uomo sulla Scienza. Con i suoi 19 milioni di spettatori, è stato il programma – non solo tra le serie tv – più visto della scorsa stagione a “stelle e strisce”. Ma è anche stata indicata come la serie del nuovo corso, del nuovo millennio, del post-elezione di Obama: il ritorno ad un racconto più “umano”, più sensibile e meno caratterizzato dalla scientifica e dai…numbers.
“THE MENTALIST”, la serie-evento della stagione. […]
Patrick Jane (Baker), forte del suo spirito di osservazione fuori dal comune, in passato si faceva passare per medium. La sua vita cambia radicalmente quando un serial killer, Red John, stermina la sua famiglia, moglie e figlioletto, dopo che Jane lo sbeffeggia pubblicamente in tv. Jane viene ingaggiato come consulente presso il California Bureau of Investigation di Sacramento, in California, per risolvere i casi più intricati, quelli in cui neanche le piastrine del DNA riescono a far luce. I compagni di squadra lo guardano dapprima con circospezione, così strambo e fuori dalle regole, talvolta fastidioso, rude e un tantino aggressivo…
Teresa Lisbon (Robin Tunney – Law and Order, Prison Break) ha 36 anni ed è a capo della squadra di investigatori che dirige con serietà e distacco. In molte occasioni è esasperata dal comportamento di Jane anche se riconosce le sue abilità nel risolvere i casi e oltre alla stima professionale prova anche una certa attrazione nei suoi confronti.
Grace Van Pelt (Amanda Righetti – The O.C., North Shore) ha solo 25 anni ed è la neofita del gruppo: nei confronti del protagonista nutre molta curiosità, perché crede nei medium. Kimball Cho (Tim Kang – I Soprano, The Office, Monk, Ghost Whisperer, Law and Order) e Wayne Rigsby (Owain Yeoman – The Nine, Terminator: The Sarah Connor Chronicle) completano il team; il primo appoggia Patrick dichiaratamente, il secondo subisce il fascino della giovane Van Pelt.
Red John, che non si vede praticamente mai, diventa il fil rouge del telefilm, “parte integrante del lato oscuro di Patrick Jane”, secondo l’ideatore Bruno Heller.
“Watch closely” (Guarda da vicino), questo è lo slogan con cui il marketing della CBS ha promosso The Mentalist negli Usa. Ma “guarda da vicino” è anche un gioco di parole per introdurre l’attore che interpreta il ruolo del protagonista: Simon Baker, uomo dall’indubbio fascino che ha già conquistato le platee femminili d’oltreoceano e ora si appresta a riscuotere consensi in Italia.
Biondo, sguardo intenso e penetrante, fascino dell’australiano emigrato a cercar fortuna in America. E proprio qui, dopo passaggi in ruoli minori (nel film “L.A. Confidential”) e il debutto da protagonista nella serie The Guardian, l’ha effettivamente trovata con l’exploit nel film “Il diavolo veste Prada”.

L’ideatore della serie, Bruno Heller (già mente della coproduzione Rome, firmata Hbo-Bbc), al momento dei casting cercava “qualcuno come Cary Grant, qualcuno che si muovesse e sembrasse grazioso perché la gente in realtà diffida delle persone troppo cerimoniose e serviva una caratteristica del genere: e Simon è ed ha tutte queste cose”. E gran parte del successo della serie, che in America ha raggiunto picchi di 19 milioni di telespettatori, attestandosi attorno ad una media di 16 milioni, è dovuto proprio a Simon Baker che è per The Mentalist quello che Gorge Clooney è stato per E.R.
Solo che è biondo…

Il canale CBS, dopo alcuni esperimenti fallimentari con le ultime serie tv, ha voluto puntare sul sicuro con The Mentalist, che segna un ritorno alle origini del genere poliziesco. Infatti l’ideatore Bruno Heller ha delineato un carattere alla Colombo piuttosto che alla Sherlock Holmes e a differenza dei drammi polizieschi di ultima generazione, in stile CSI, le indagini si risolvono con l’intuito e non più attraverso le analisi al microscopio. Che sia una nuova svolta? Se l’è chiesto anche il New York Times che ha scritto: “Quando CSI ha preso il via nel 2000 ha mitizzato la medicina legale e ha profondamente influenzato molti telefilm rivali. Ha anche cambiato il modo in cui il pubblico percepiva il lavoro della polizia, accrescendo enormemente irrealistiche aspettative”. Così la serie ha inaugurato un cambio di trend al grido di “meno dna e più intuizione!”

La serie si è aggiudicata un People’s Choice Award nel 2009. Heller firma altresì da produttore esecutivo, in quest’ultima veste con David Nutter. La colonna sonora è composta da Blake Neely. Leslie Hope e Jaime Murray compaiono da guest-stars. Le riprese sono state effettuate a Glendale, in California.
Tutti d’accordo i consensi per il protagonista della serie e per il resto del cast. Hollywood Reporter ha sentenziato “Questo ruolo è cucito addosso a Baker che ha un talento naturale per interpretare con charme ruoli irriverenti!”. Usa Today ha sostenuto che “Baker: è sicuramente nata una stella”. E ancora The New York Times: “Baker fa bene agli occhi e alla mente”.

Ma chi è Simon Baker? […]
La bibbia americana del piccolo schermo, Tv Guide, lo ha appena incoronato “uomo più sexy della tv”, detronizzando Patrick Dampsey di Grey’s Anatomy che si era aggiudicato il titolo per ben due anni consecutivi. E non è finita qui, nel 2002, People Magazine lo ha segnalato tra le 50 persone più affascinanti del mondo.
Il suo motto? “Se non sei fiero di quello che fai, cambia mestiere: vendi scarpe piuttosto!”. E se lo dice lui che prima di sfondare nel cinema faceva il muratore…
Del suo personaggio in The Mentalist dice: “Il detective Jane è un tipo non convenzionale, fuori dalle regole. Ha un passato tragico ma non ne è sopraffatto anzi è capace di reagire con umorismo”. Sul telefilm invece aggiunge “Noi non troviamo la verità sotto la lente del microscopio, la scopriamo indagando la natura umana”.

THE MENTALIST è ideato e prodotto da Bruno Heller per Warner Bros. Television.

“Baker fa bene agli occhi e alla mente” (The New York Times)
“La verità è mia” (Patrick Jane)

 

fonte: [link]

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About NaNà

Operatrice multimediale e blogger, con la passione per l’arte e il pallino per le nuove tecnologie. Cofondatrice dell'ANMC - Associazione Nazionale Manager Culturali - per il riconoscimento della figura professionale dell'economista della cultura.

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