Il ragazzo da Oz!


Potrebbe avere le donne del mondo ai suoi piedi, ma Simon Baker, star del serial di successo della televisione americana The Mentalist, è ancora un un uomo di paese australiano che odia tagliare i capelli e ama il surf.

[…] Si è chiuso un grande anno per la star quarantenne che ha visto il suo show The Mentalist vincere il People’s Choice Award. Qui, ci parla di fama, famiglia e nostalgia di “casa”…

Come ci si sente ad essere nominato uomo più sexy della TV?

Deve essere stato difficile! Era strano, ma ancora di più per Stella (sua figlia, n.d.r.), che con gli occhi spalancati ha detto: “Papà, sei così imbarazzante!”

È difficile sentirsi esaltare come sex symbol?

Non bisogna prendersi troppo sul serio. Quando ero più giovane, ero più interessato all’aspetto fisico. Ma dopo aver trovato la mia compagna e avuto dei figli, la mia unica preoccupazione è quella di rimanere in forma per il lavoro. Mi piace mantenermi attivo. Ho iniziato a fare surf a sette anni.

Abbiamo sentito dire che non metti il deodorante: è vero?

Assolutamente. Se si beve acqua a sufficienza, non dovrebbe essere necessario. Penso di profumare abbastanza anche senza!

E invece la toiletta…

A parte lavare i denti, niente. Per lo più non taglio neanche i capelli. Non mi piace la roba complicata da ragazze, preferisco invece rotolare giù dal letto pronto a cominciare la giornata.

Sei sposato da 11 anni. Qual è il segreto?

Non c’è nessun segreto – solo duro lavoro. Ci sono gran bei momenti e momenti difficili. La cosa importante è guardare insieme al futuro.

È vero che Rebecca (sua moglie, n.d.r.) ti ha persuaso a recitare in “The Mentalist”?

Dopo aver letto lo script, mi disse che pensava che lo show sarebbe stato un ottimo trampolino di lancio.

Rebecca ha avuto un cameo nello show. Lei recita ancora?

Quando siamo arrivati in America i primi tempi, ha fatto un paio di serie televisive e le è stato offerto più. Ma abbiamo tre bambini e lei ha deciso che sarebbe stato troppo difficile da gestire. È stata incredibilmente generosa, lasciandomi cogliere le mie opportunità.

E’ stata davvero tua figlia Stella a convincerti a fare “Il diavolo veste Prada”?

Aveva appena 11 anni ed era annoiata, così le ho dato lo script da leggere. Lei mi ha detto che il personaggio era un po’ un pezzo di… , ma che avrei dovuto interpretarlo comunque. Quando le ho chiesto perché, mi ha detto: «perché tutti i miei amici lo andranno a vedere e sarà davvero cool.»

Qual è l’aspetto migliore di essere papà?

Mi piace avere una famiglia. Vederli crescere, sviluppare e condividere con loro pensieri e idee. È sorprendente.

Alcuni anni fa, hai lasciato Los Angeles e comprato una casa a Sydney. Che cosa è successo?

Non ho mai disfatto la mia valigia. Per oltre cinque mesi, ho volato sette volte per tornare negli Stati Uniti a girare Il diavolo veste Prada e Something new, così abbiamo venduto la casa trasferendoci a L.A. Amo l’Australia e ci ritorno spesso appena possibile.

Quindi cosa hai perso di più?

La bellezza fisica della NSW North Coast e gli amici stretti. Mi mancano anche il pub e i pasticci di carne!

Chi sono i tuoi amici a L.A.?

Rebecca ed io con Naomi Watts e Nicole Kidman siamo amici per la pelle. Rebecca e Nicole sono andate insieme a scuola. Nicole e Naomi sono madrine di due dei nostri bambini. Hugh Jackman è un buon amico. E anche Anthony LaPaglia.

Ci racconti del tuo nuovo film “The Killer inside me”?

È un thriller su un vice sceriffo, che è un serial killer. Interpreto il suo avvocato.

State pensando di prendere la cittadinanza degli Stati Uniti…

Molto dipende dai miei figli. Se vorranno andare all’ università e vivere negli Stati Uniti, allora lo prenderemo in considerazione. Ma l’Australia sarà sempre la mia casa.

fonte: [link]

Traduzione dall’inglese originale by NaNà; riproduzione/ridistribuzione vietata senza il permesso scritto della webmiss.

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About NaNà

Operatrice multimediale e blogger, con la passione per l’arte e il pallino per le nuove tecnologie. Cofondatrice dell'ANMC - Associazione Nazionale Manager Culturali - per il riconoscimento della figura professionale dell'economista della cultura.

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