Simon "un uomo di paese" – intervista

AccessDirectv Magazine, Gennaio 2010
di Robert Ito
Foto by Justin Stephens

Simon Baker s’è risentito perché l’ho definito un amante dei cani: “So che sei un amante dei cani, “dico, e proprio da qui inizia la “tempesta”.
“Un amante dei cani?” si chiede e suona più come un’accusa che una domanda, come se avessi appena detto qualcosa su sua madre e lui non fosse certo di aver capito bene. “Abbiamo un cane”, dice, “ma non sono pazzo dei cani! Bisognerebbe prestare attenzione a quando si scambia qualcuno per un amante dei cani, qui intorno.” Per i dintorni Baker intende Los Angeles, dove l’attore ha vissuto e vive negli ultimi 14 anni. […]
“Io non lascio stare il cane sul letto”, dice. “Né gli lascio leccare il mio viso, o quelli dei miei figli”, spiega Baker poiché “sa dove i cani mettono la loro lingua”. Fa una pausa.
“Insomma… cosa mi stai chiedendo?” mi domanda l’attore.

“Io —” e questo è quanto possa balbettare prima che lui riprenda:
“Mi piacciono i cani! Non ho nulla contro i cani! Ma non ne vado pazzo…”

Dopo un po’ vedo che Baker sorride. S’è appena divertito a mie spese, rifacendo la sua versione di Joe Pesci “ti diverto?” dal GoodFellas, per vedere se ammicco, ed è così.

Si sta chiaramente godendo lo spettacolo, a giudicare dal suo ghigno. È un grande sorriso, lo stesso che lascia brillare in The Mentalist quando il suo personaggio, Patrick Jane, da’ a qualcuno del bugiardo o del buffone. È la stessa smorfia che ha usato anche con Anne Hathaway lontano da Adrian Grenier in The Devil Wears Prada […].

Effettivamente, stavo solo per chiedergli sul “pooch” che aveva recentemente adottato da un “rifugio” a Santa Monica […], Gli chiedo invece la sua sul fatto che è stato definito uomo più sexy della TV qualche tempo fa. “Bene, penso che fossero un po’ in difficoltà, no?” dice, seccato, […] “Sono sexy quest’anno,”dice,”ma l’anno prima, nessuno ci faceva caso.”

Ovvio che non è assolutamente vero. Parecchia gente ha girato doppie e triple riprese con Baker per anni, fin da quando arrivò a Hollywood, a L.A., nel 1997. “Bene, se si vuole dire qualcosa del genere, lo prenderò come un complimento. Il 2009! Il mio anno per essere sexy.”

“Sono più che fortunato,” continua Baker. “Ci sono un milione di attori là fuori e un milione di persone dietro quegli attori che vogliono essere i protagonisti. Così, mi ritrovo circondato da “cose dorate”.”

[…] Baker è cresciuto a Ballina, in Australia. Dopo aver vissuto in Tasmania, dove nacque, e nella nuova Guinea, Baker ha trascorso gran parte della sua vita proprio a Ballina, una piccola città costiera a circa 450 miglia a nord di Sydney. Uno studente così-così che primeggiava negli sport; Baker praticava il surf, polo e rugby. E’quasi annegato un paio di volte, finito sott’acqua in particolari performance proprio di surf.

“La mia famiglia viveva praticamente con la mano sulla bocca”, dice. Baker potrebbe riferirsi a quando, mese per mese, erano in ristrettezze economiche. “Già lo sapevo. Ciò che non mangi per cena finirà nel tuo pranzo il giorno successivo.” L’esperienza gli ha insegnato un sano disprezzo per gli sprechi di ogni genere. “Odio gli sprechi”, dice. Sbircia una banana quasi nera e con “ammaccature”. “Supponiamo di avere tre banane quasi marroni. Il giorno successivo, si berranno le tre banane in un frullato anziché buttarle.”
“I ragazzi cresciuti a Ballina – continua – diventano idraulici, muratori e commercianti. Ho molti amici che sono nell’edilizia. Nessuno pensava: “Oh, voglio essere un attore,” dice Baker ridendo.”Non era un lavoro accettabile per quel posto.”

Nel suo cuore, Baker rimane “un uomo di paese, qualcuno che si sente a proprio agio seduto al bar con una manciata di sconosciuti.”

Altri andarono a Sydney all’università, ma “non sono fatto per questo genere di cose. Ho finito la scuola superiore, ma non ne sono uscito… educato. Non ho fatto altro.”

È un commento divertente, perché, naturalmente, Baker ha fatto tanto: parti in film come Pianeta rosso e Sesso e morte 101; ruoli in serie TV come the Guardian, Smith e ora The Mentalist, per il quale ha ricevuto la nomina agli Emmy. E’ sposato dal 1998 con la stessa donna, l’attrice australiana Rebecca Rigg, e ha tre bambini; Stella Breeaz, 16 anni, Claude Blue, 10 e Harry Friday, 8, nessuno dei quali appare sui tabloid per qualche scandalo.

Una umile autovalutazione di Baker potrebbe essere solo sulla cultura di Ballina di cui parla: “Laggiù non si tessono lodi o si parla tanto per farlo,” dice. “Quando ci ritorno, mi dicono: ehi, mi piace il vostro show. La gente lo guarda per davvero qui. Poi magari ti chiede: hai visto la partita di calcio l’altro giorno?”

Ha trovato i membri della sua “tribù” sopra descritta qui — amici di vecchia data come Naomi Watts e Nicole Kidman, madrine di due dei suoi bambini, e Hugh Jackman come amico stretto — ma nel suo cuore, egli rimane un “uomo di paese”.
Per Baker significa qualcuno che può parlare con chiunque ed essere felice con poco: “Qualcuno che può girare in un pub e sentirsi a proprio agio seduto al bar circondato da estranei” solo un tipo amichevole, senza complicazioni insomma.

“Non ho una qualifica specifica,” aggiunge Baker. “Non sono andato a nessuna scuola di arte drammatica e balzato in collant. Non ho fatto i classici. Ho avuto un lavoro e lo faccio. Ho commesso errori, e sono cresciuto sul lavoro”.
Anche se ammette fin da subito le sue carenze accademiche, sembra molto orgoglioso del fatto di aver lavorato finora senza la scuola o il collant, sebbene non lo ammetterebbe mai. Per tutti i suoi detrattori, che lo vogliono insistentemente “ricoperto d’oro” è un uomo che sa esattamente ciò che ha fatto, e gli ostacoli che ha superato.

Più uno parla con Baker più capisce che, mentre l’attore può vivere a L.A.— la città delle
Illusioni — non permette che niente di ciò che rappresenta penetri nella sua pelle da
australiano doc. Anche le raccolte fondi a cui dedica il suo tempo e il nome sono legate al suo paese nativo. Ha svolto un appello a favore del diavoletto della Tasmania, una specie in pericolo, e ha recentemente aderito ad una partita di calcio per la raccolta fondi a favore delle vittime australiane degli incendi. In realtà, molto di ciò che fa qui, potrebbe farlo tranquillamente anche a Ballina: giardinaggio e surf a Malibù quando ci sono belle onde. Trascorre il suo tempo coi bambini. E talvolta tenta di trasmettergli un pò della sua esperienza. “Ogni padre ci prova”, dice. “È compito dei genitori. E poi si guarda nei bambini quella luce particolare nei loro occhi.”

Chiedo a Baker come scelse la recitazione e perché si sente adatto per questo lavoro. “Sono relativamente introspettivo e molto timido,” dice “e credo che la recitazione faccia al caso mio perché rifletto sulle cose, le analizzo e godo di tale processo.
Si sa, stavamo parlando di essere un uomo di paese? Un uomo di paese è qualcuno interessato alle persone. Si interessa alle loro storie, a cosa fanno e come vivono. In quel che faccio mi sento in obbligo verso tutti i diversi tipi di persone, all’umanità.”

Baker ha un ampio sorriso nel parlare così, e per un momento ho la sensazione di essere preso di nuovo in giro. […] comunque mi sembra assolutamente serio.

“Oh, sono assolutamente serio!”, dice. “O pensa che poiché sorrido non lo sono?” […]
“Prendo questo aspetto del mio lavoro seriamente. Ma allo stesso tempo, mi diverto in quel che faccio. Davvero un sacco.”

fonte: [link]

Traduzione dall’inglese originale by NaNà; riproduzione/ridistribuzione vietata senza il permesso scritto della webmiss.

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About NaNà

Operatrice multimediale e blogger, con la passione per l’arte e il pallino per le nuove tecnologie. Cofondatrice dell'ANMC - Associazione Nazionale Manager Culturali - per il riconoscimento della figura professionale dell'economista della cultura.

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