Simon fab boy – intervista

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ELLE: Ti va di condividere un momento umiliante in amore?

SIMON BAKER: In terza liceo, ero perso per una ragazza, così le scrissi una lettera d’amore che avrei messo poi nel suo zaino. Stavo girando sulla mia bici a scuola sotto la pioggia, e girato l’angolo la ruota anteriore è schizzata via e ho rotto la bici. La lettera scivolò fuori dalla mia tasca, e qualcuno la trovò. Poco dopo, chiunque sapeva a chi avevo scritto quella lettera.

ELLE: E poi la ragazzina ti baciò, alleviando le tue pene?

SB: No. Penso che mi odiasse perché divenne parte dello scandalo.

ELLE: Cosa ci racconti della tua prima volta?

SB: Breve. Il giorno dopo stavo facendo surf, e ricordo di esser stato sempre più depresso al pensiero che fosse tutto lì e che avessi fatto tutto.

ELLE: L’hai persa presto la tua verginità?

SB: Probabilmente non sono stato il primo tra i miei amici a perdere la verginità. Sono stato tra gli ultimi a raggiungere la pubertà—non sono cresciuto fino a un paio d’anni alla fine delle superiori.

ELLE: Ricordi l’imbarazzo di non avere i peli?

SB: No, ero un bambino abbastanza fiducioso, anche se fosse stata tutta una bravata. Ma certamente, negli spogliatoi, c’erano sempre una o due bestie esplose nella pubertà che si rasavano mentre ognuno di noi sedeva intorno domandandosi quando le loro palle sarebbero cadute!

ELLE: Ricordi qualche figura nella tua infanzia che ha stuzzicato la tua sessualità?

SB: Assolutamente alcune mamme dei miei amici. Sono cresciuto surfando sulle coste settentrionali del New South Wales, e su molte di quelle spiagge le donne erano in topless. Quando avevamo 10 o 11 anni, io e i miei amici non guidavamo di certo, così loro ci accompagnavano a surfare e poi si sedevano sulla spiaggia in topless leggendo un libro. Non so se lo trovassi eccitante, ma c’era certamente qualcosa di intrigante.

ELLE: L’aver visto così tante volte il seno femminile ha diminuito ai tuoi occhi il suo potenziale erotico?

SB: No, non sono certo immune al fascino delle forme femminili. E quando avevo 17 anni e passavo tutto il tempo libero a surfare, la maggior parte delle ragazze che agganciavamo erano in topless.

ELLE: Hai mai realizzato quanto sei stato fortunato?

SB: Pensavamo di essere fortunati allora, ma allo stesso tempo – sai che è una bella cosa – non fai la schiuma alla bocca, perché ci sei abituato.

ELLE: Hai dichiarato che tua moglie è una “pollastra di città” e che tu sei un “uomo di paese”. Puoi richiamare alla mente una scena del tuo corteggiamento che può dimostrarlo?

SB: Quando ho conosciuto mia moglie, avevo letteralmente mangiato fuori al ristorante magari tre volte in vita mia. Dopo una delle prime notti passate insieme a Sydney, abbiamo fatto colazione insieme. Avevo 21 anni e non avevo mai fatto colazione in un Caffé, e credo che in due avevamo cinque dollari. Così dissi, “Che stiamo facendo? perché non prendiamo una scatola di cereali e del latte, e facciamo a metà?” Lei rispose, “No. Pancakes con bacon canadese e caffé.”

ELLE: Se tua moglie insistesse che, per il tuo compleanno, tu potessi fare l’amore con un’altra donna, con chi lo faresti?

SB: Sophia Loren negli anni 60. Sono sempre stato attratto da quel tipo di appeal sensuale nelle donne europee, e Sophia Loren ne possiede tutte le caratteristiche di base, compresa la fantasia materna.

ELLE: Ti sei mai trovato a fantasticare su qualche giovane attrice contemporanea?

SB: No. Ora che sono nel ramo, sono contaminato. Mi sembrano estremamente complicate, affatto calde e spontanee. Sembrano più come, “Ohi, c’è un sacco di lavoro qui.”

ELLE: Così, se un Joe medio qualunque ti dicesse di voler sposare una famosa attrice, lo incoraggeresti ad andare avanti?

SB: Stai parlando di un ragazzo qualunque con un’attrice? Vedi, penso che non ci siano possibilità. Conosco attrici che dicono, “Oh, ho bisogno di un ragazzo.” Ed io dico sempre loro, “Trovane uno che non è nel campo. Che ne dici di un falegname?”

ELLE: Cosa ti rispondono?

SB: Dicono, “Mi sai trovare un falegname che assomigli a Jake Gyllenhaal?”

fonte: [link]

Traduzione dall’inglese originale by NaNà; riproduzione/ridistribuzione vietata senza il permesso scritto della webmiss.

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About NaNà

Operatrice multimediale e blogger, con la passione per l’arte e il pallino per le nuove tecnologie. Cofondatrice dell'ANMC - Associazione Nazionale Manager Culturali - per il riconoscimento della figura professionale dell'economista della cultura.

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